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Tupananchiskama ed il Perù secondo Netflix

In Quechua, la parola addio non esiste. O almeno questo è quanto afferma la prima pellicola peruviana prodotta da Netflix “Hasta que nos volvamos a encontrar” (in italiano, “La parola addio non esiste”), film romantico girato tra Cusco, Paracas ed altre mete mete turistiche di fama internazionale. Scoprire (o ricordare) un paese attraverso il cinema è un’ottima strategia, ma questo film peruviano varrà davvero la pena?

Non siamo certamente qui per fare una recensione cinematografica! Vorremmo piuttosto aiutare i viaggiatori a capire quanto Perù ci sia per davvero tra gli intrighi amorosi, le musiche ed i paesaggi di “Hasta que nos volvamos a encontrar”. Tanto per cominciare, sarà vero che, in quechua (la lingua indigena più parlata nel paese) la parola “addio” non esiste? L’affermazione è un po’ imprecisa, ma non troppo lontana dalla verità. Infatti, l’espressione di commiato più comune della lingua quechua è “tupananchiskama” che significa appunto “hasta que nos volvamos a encontrar”, ovvero, “fino al prossimo incontro”. Il quechua, quindi, non ha un’espressione di commiato definitivo o indefinito, come “addio”, ed interpreta la separazione come qualcosa di temporaneo. Su quest’idea, ripresa da alcuni linguisti, si basa il titolo del film.

Ma andiamo avanti. La storia è semplice: un’artista peruviana un po’ giramondo conosce, a Cusco, un ricchissimo architetto spagnolo fissato con il lavoro ed il profitto. Ovviamente si innamorano, ma, altrettanto ovviamente, le rispettive ed opposte visioni del mondo, ad un certo punto, si scontrano dando luogo ad una serie di eventi drammatici fino alla riconciliazione finale. Ma allora perché una commedia romantica così banale ha destato un tale dibattito in Perù? Perché moltissime persone nel paese si sono addirittura rifiutate di guardarlo per protesta? Perché se n’è parlato tanto sui social quanto su articoli e pubblicazioni?

Ecco alcuni degli elementi che hanno contribuito a mettere in discussione il primo film peruviano prodotto da Netflix e che uno straniero potrebbe non notare.

La scelta degli attori

Uno degli elementi che più hanno scatenato la furia di alcuni settori del pubblico è stata proprio la scelta degli attori. Passi lo spagnolo (che, in effetti, interpreta proprio uno spagnolo), ma la scelta della bionda Stephanie Cayo come comune ragazza peruviana non è andata proprio giù. Considerata da molti priva di talento, dicono sia stata scelta proprio perché incarna uno stereotipo di bellezza occidentale. E la scelta della Cayo non è altro che la punta dell’iceberg. Le critiche si estendono anche al resto del cast per gli stessi motivi più o meno, o comunque per non aver scelto attori locali (di Cusco, visto che la maggior parte del film è girato lì).

Le imprecisioni

Se cercate un assaggio di cultura peruviana, il film potrebbe mettervi fuori strada! Ci sono infatti un sacco di imprecisioni o allusioni fuori contesto; ad esempio, all’inizio del film, il co-protagonista arriva in un ostello durante una festa che vorrebbe essere il suo primo contatto con la cultura locale (ricordiamo che siamo a Cusco). Invece di un huayno o di qualsiasi altra musica/danza andina, il film propone un festejo ovvero uno stile di musica che appartiene alla zona della costa e alla cultura afro-peruviana. Insomma, come se in un film americano un turista si trovasse a Milano e in una festa folkloristica si cominciasse a ballare la pizzica. Mai dire mai, ma insomma…

Per non parlare poi di alcune leggerezze, come quella di presentare il trekking del Salkantay (uno dei percorsi per arrivare a Machu Picchu) come una passeggiata rilassante! Se qualcuno di voi ha mai affrontato quel trekking, si sarà fatto una sana risata nel vedere i protagonisti armati solo di uno zainetto di 10 litri partire da soli ed arrivare al passo di 4.600 metri senza avere né il fiatone né un brivido di freddo!

Il punto di vista

Scherzi a parte, i peruviani sentono che si sia persa una grande occasione per presentare il vero Perù al mondo. Senza necessariamente pretendere che Netflix producesse un film impegnato sui conflitti sociali del paese, c’erano tantissime altre storie da raccontare. Invece, “Hasta que nos volvamos a encontrar” è il Perù visto da un turista e raccontato a un turista! E in effetti si ha spesso la sensazione di essere davanti ad un’operazione di marketing fatta apposta per mostrare a tutti gli spettatori quant’è bello il Perù.

In conclusione

“Hasta que nos volvamos a encontrar” ha, secondo noi, due pregi: quello di essere un film leggero, divertente e a tratti emozionante, e quello di avere delle location pazzesche che davvero fanno venire voglia di prendere subito un biglietto per il Perù! Ma ha poi un grande difetto ed è quello di non riuscire a raccontare il Perù se non in una sua versione annacquata o edulcorata, priva di sostanza.

Voi l’avete visto? Cosa ne pensate?

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