Proteste in Peru: quello che i viaggiatori devono sapere

Crisi politica in Perù: cosa devono sapere i viaggiatori

Nelle ultime due settimane, il Perù intero è stato teatro di scontri e tensioni sociali in seguito al breve colpo di stato messo in atto dall’ex Presidente Pedro Castillo, culminato con l’arresto di quest’ultimo. Un popolo scontento e insoddisfatto è sceso in piazza a far sentire la propria voce e non sono mancati gli episodi di violenza. Cosa significa tutto questo per i viaggiatori? Come ci dobbiamo regolare e cosa dobbiamo sapere?

Nei giorni successivi al 7 dicembre, giorno del tentato “golpe”, si sono susseguite proteste, scioperi e manifestazioni che, oltre a paralizzare un po’ tutto il paese, hanno colpito le migliaia di viaggiatori che in ogni stagione dell’anno visitano il Perù. Gli episodi che hanno riguardato più da vicino il mondo del turismo sono stati:

  • La chiusura dell’aeroporto di Arequipa
  • La chiusura dell’aeroporto di Cusco
  • La sospensione della linea ferroviaria Cusco-Machu Picchu
  • Blocchi stradali a livello nazionale

Tutto questo ha evidentemente alterato il programma di viaggio di chi, durante le proteste, si trovava in Perù. Nell’ultima settimana, i viaggiatori sono infatti rimasti bloccati nelle proprie sistemazioni, attendendo che ulteriori sviluppi permettessero loro di proseguire il viaggio. E finalmente, a partire dal 16-17 dicembre, gli aeroporti hanno ripreso a funzionare, le strade sono state riaperte e anche Machu Picchu ha ricominciato ad accogliere visitatori.

Il futuro di questa crisi politica

E adesso? Il paese è tornato alla normalità, con un nuovo governo guidato dall’ex vice-Presidente, Dina Boluarte, ma alcune ferite restano aperte. I sostenitori di Castillo, nonostante il tentativo di auto-golpe dell’ex Presidente, lo vorrebbero vedere fuori dal carcere e non solo. Uno dei punti principali del piano di governo del precedente esecutivo era infatti quello della nomina di un’asseblea costituente per la redazione di una nuova costituzione. Perché una nuova costituzione? Perché la precedente fu scritta e voluta dal governo Fujimori, governo conservatore degli anni ’90 che si è distinto per corruzione, repressione e ripetute violazioni dei diritti delle popolazioni indigene.

Nessuna delle richieste dei manifestanti in queste due settimane è stata esaudita: Castillo rimane in carcere, questo governo non pensa promuovere una nuova costituzione e le elezioni anticipate, richieste a gran voce da molti settore della popolazione, sono state negate dopo una votazione in parlamento. Tutto ciò può solo significare che un latente malcontento continuerà a serpeggiare. Seguiremo da vicino tutti questi avvenimenti per capire se tali disordini sono destinati a ripetersi. Nel frattempo la vita va avanti e le attività turistiche riprendono a pieno regime.

Se vi trovate in Perù o vi recherete a breve, prendete qualche precauzione e mantenete le distanze da qualsiasi tipo di manifestazione o protesta.

Foto di Ninoska Montúfar

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